Un po' più di giustizia

Con lodevole tempestività, Paola Severino, Guardasigilli del governo Monti, ha emanato due decreti e proposto un disegno di legge, approvati dall’esecutivo, per intervenire sulla tremenda condizione delle carceri italiane. Si potrà passare dalla detenzione agli arresti domiciliari negli ultimi 18 mesi della pena, si consente ai giudici di irrogare come pena alternativa alla carcerazione i domiciliari per i reati che prevedono una pena massima di 4 anni, si sono trovate risorse, modeste ma significative in questa situazione, per ultimare le costruzioni di istituti di pena già in corso.
22 AGO 20
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Stupisce che dal centrodestra, non solo dalla Lega ma anche da esponenti autorevoli del Popolo della libertà, si siano levate voci critiche. Il principale provvedimento è un’estensione temporale a 18 mesi di una norma che era stata introdotta da Angelino Alfano, approvata quindi sia nel governo sia in Parlamento dal centrodestra. Se è un’amnistia mascherata questa, lo era anche l’altra. Peraltro, in una situazione grave come quella delle carceri italiane, ha senso criticare un indulto mascherato solo se si intende, e non sarebbe male, proporne uno alla luce del sole. Più in generale appare poco sensato discettare sui provvedimenti col bilancino delle presunte convenienze elettorali, come se questa fosse solo una parentesi destinata a concludersi rapidamente con il ritorno alla situazione precedente. Di fronte a tutti c’è una serie di emergenze nazionali che vanno affrontate con decisione, e quella carceraria, fase finale di quella della giustizia malata, non è certo l’ultima.
Votare le manovre e i decreti, com’è accaduto e accadrà, nascondendosi dietro il dito della difesa verbale di piccole o grandi categorie considerate parti integranti del proprio patrimonio elettorale di riferimento è meschino e miope. I grandi partiti hanno la funzione di indicare le prospettive di soluzione dei gravi problemi nazionali. Hanno rinunciato a esercitare il ruolo di governo o di opposizione che gli erano stati affidati dagli elettori. Adesso non rinuncino anche ad esercitare la loro funzione di rappresentanza politica generale, che non è la somma algebrica di piccole rappresentanze corporative o di paure sociali ben coltivate dai forcaioli di tutte le risme e dalla stampa tabloid.